La Galleria Sinopia

presenta

BUGIE, A LUME DI CANDELA

dal 6 novembre 2010 al 12 dicembre 2010

Bugie, a lume di candela nasce dal desiderio di giocare con la luce, una luce che ricorda le bougeoirs  della Francia di Luigi XIV, una luce fragile ma generatrice di attraenti illusioni.

La mostra prende forma dalla considerazione della qualità dei materiali che compongono gli antichi strumenti di illuminazione, bugie, candelieri, appliques, torcere e lumi da tavolo, e del valore delle ricerche di artisti contemporanei in cui l’elemento luministico costituisce il punto di partenza di una riflessione che spazia dalla riscoperta di stilemi legati alla tradizione alla sperimentazione formale: in Bugie, a lume di candela l'antico e il moderno dialogano intorno al ruolo assunto dalla luce nel mondo delle arti applicate.

La luce è un mezzo che conduce alla chiarezza, allo svelamento dell’identità e della storia degli oggetti; con le sue diverse tonalità e intensità, genera i contrasti, crea fasci oscuri in cui tutto è rimesso in discussione, in cui ogni certezza può trasformarsi in pura illusione e, come l’ombra dalla luce, la verità nasce dalla differenza, dal confronto del soggetto con l’altro da sÚ. Gemella della luce, l’ombra distrugge ogni punto cardinale e in un siffatto non-luogo ogni invenzione diventa plausibile e giustificata, il soggetto scopre la sua proiezione, il sogno, territorio neutrale in cui poter reinventare se stesso. Il margine di confine tra la realtà e il sogno, fra l’identità e la sua immagine svelata, tuttavia, è assai labile lì dove il riflesso si fa illusione: lo specchio, un elemento che partecipa al percorso espositivo e che allude  al camuffamento dell’essenza, quasi fosse un prolungamento tra corpi in mondi immaginari costruiti sul dorso di instabili piccole bugie.

Se da un lato il percorso espositivo ci immerge nel mondo dell’arte applicata antiquaria, prestando particolare attenzione nei confronti di oggetti quali specchiere napoletane del XIX secolo, appliques in vetro di Murano in stile rococò e candelieri di manifattura francese settecentesca, dall’altro si snoda  nella produzione di artisti contemporanei che utilizzano  il vetro, il metallo e la ceramica traendone le caratteristiche peculiari di trasparenza, riflessione e morbida cromia.

In Bugie la Galleria Sinopia approfondisce la collaborazione con Riccardo Monachesi, scultore romano che plasma la creta  dando vita ad un’anatomia del sentire e che crea per l’occasione una serie di architetture di ceramica, reinventando gli antichi candelieri da tavolo, in cui la materia si dispiega con audacia conquistando cubature di spazio che cedono alle sue sinuosità avvolgenti e all'intensità delle calde sfumature dei rossi e degli arancio.

La mostra propone anche nuove collaborazioni con artisti che condividono l’idea di un’arte come risultato dell’approccio artigianale e funzionale, oltre che  estetico, nei confronti della materia e dell’oggetto: Riccardo Polveroni, designer romano stabilitosi a Londra, Davide Penso che vive e lavora a Murano e lo Studio Forme di Roma. Le opere di Riccardo Polveroni partono dalla ricerca di nuove forme di riuso dell’antico sistema di illuminazione delle lampade ad olio per poi arricchirsi di una poetica della luce costituita dalle scenografie che questa compone sulla materia. Le giostre d’ombra di Polveroni sono rese possibili dall’uso di forme minimaliste che ricordano da un lato le sculture dell’Età del Bronzo e dall’altro evocano l’arte  calligrafica, come ad indagare un’archeologia del segno; nelle sue Mask-Lights utilizza  oltre al bronzo materiali quali murrine e corniole, che infittiscono le fantasmagorie d’ombra prodotte dalle lampade-scultura. Ad impreziosire il percorso espositivo di Bugie, a lume di candela e a sottolinearne l’indice di riconoscimento, vi sono i gioielli da indossare di Davide Penso, vere e proprie sculture di perle forgiate a mano in vetro di Murano; egli si pone come un’eccezione nel panorama della produzione muranese delle perle che ormai ha subito lo scacco dalle grandi industrie orientali e opera secondo l’antica tradizione veneta. Lo Studio Forme, che da quarant’anni si distingue nel restauro del vetro e nella produzione di opere uniche come i vasi di Rita Rivelli e le sculture, le incisioni e le piastre in vetro-fusione di Giorgio Funaro, propone una serie di piatti e portacandele in vetro dalla leggiadra consistenza: le Bugie e la Macchia Blu sono campiture evanescenti di azzurri e bianchi alternati ai toni dell'ambra, sono visioni sottili al limite di una trasparenza spezzata soltanto dal morbido disegno scultoreo.

In Bugie la luce denuda la materia fino a renderla percepibile all’universo onirico attraverso il suo paradosso, la mancanza di oggettività creata dalle modulazioni dell’intensità e definisce immediatamente il suo termine d’opposizione privilegiato, l’ombra, nella quale il soggetto si riappropria della sua forma ed essenza.                  

Francesca de Cesare          


Inaugurazione: sabato 6 novembre 2010 dalle 11,00 alle 20,00

orari 11.00 -13.00 / 16.00 - 19.00 - chiuso lunedý

Galleria Sinopia

Via dei Banchi Nuovi, 21 b/c

Info:

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